In genere vengono denominati “azzurri” quei pesci dalla colorazione dorsale blu scura (ma spesso è presente anche un po’ di verde) e ventrale argentea. Tra questi rientrano pesci come l’aguglia, l’alaccia, l’alice, la costardella, il lanzardo, il pesce lama (o sciabola), la sardina, il sugarello, lo sgombro.
Inoltre, possono essere considerati azzurri anche molti pesci che, per dimensioni e forme, non hanno nulla in comune con “gli azzurri” più conosciuti. Tra questi troviamo l’alalunga, l’alletterato, il biso, la lampuga, la palamita, il pesce spada e il tonno.
Il pesce azzurro abbonda nei nostri mari e, conseguentemente, il costo è decisamente ridotto rispetto a quello di altre specie.
Questo pesce si deteriora facilmente, caratteristica che ha favorito la nascita di diversi metodi di conservazione e distribuzione (conservazione sott’olio, sotto sale, lavorazione in pasta).
Negli ultimi decenni questi pesci “poveri” sono stati studiati e riabilitati perché sono ricchi di acidi grassi omega-3.
Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali: con questo termine si intende che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, e quindi l’introduzione attraverso la dieta è assolutamente fondamentale.
Gli effetti principali degli omega-3 sono soprattutto legati alla protezione del cuore e del sistema circolatorio, aspetto già evidenziato da studi epidemiologici iniziati intorno agli anni ’70. In particolare, essi esercitano la funzione cardioprotettiva per:
– l’azione antiaggregante piastrinica (effetto antitrombotico)
– il controllo del livello plasmatico dei lipidi, soprattutto dei trigliceridi
– il controllo della pressione arteriosa (mantengono fluide le membrane delle cellule, dando elasticità alle pareti arteriose) .
Contenuto di omega-3 per 100 gr. di pesce:
acciuga sott’olio 1,7 gr.
sardina 1,4 gr.
aringa 1,2 gr.
sgombro 1,0 gr.
pesce spada 0,7 gr.
tonno 0,7 gr.
Quantità giornaliera consigliata di omega-3: 1 gr.
Non perdete la ricetta di lunedì: l’ingrediente principale sarà proprio un pesce azzurro, cioè il…
2 Commenti
Buonasera Dott.ssa, volevo chiedere informazioni sulla trota che è un pesce di lago, è vero che anch'essa contiene gli omega 3 e che a differenza dello sgombro è molto più digeribile? ho letto questo su una rivista ma sono rimasta un po' perplessa, grazie Mafalda
Ottima domanda! Il pesce azzurro è famoso per l'alto contenuto in omega-3, ma ciò non significa che anche altri pesci non ne contengano. La trota, pur non essendo un pesce azzurro, contiene 1 g di omega 3 ogni 100g, una buona quantità. Un altro caso è quello del salmone: non è un pesce azzurro, ma è quello che contiene la più alta quantità di omega 3: 1,8g per 100g. Si insiste sul pesce azzurro perché è il pesce dei nostri mari, facilmente reperibile e a buon prezzo.
In quanto alla maggiore digeribilità della trota rispetto allo sgombro, sono d'accordo: essa è dovuta principalmente al fatto che lo sgombro è più grasso della trota e quindi più difficoltoso da digerire