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Alla scoperta delle crucifere!

8 novembre 2013
Alla scoperta delle crucifere
In questa settimana, ovvero dal 2 all’11 novembre, si stanno svolgendo “i giorni della ricerca AIRC”. L’AIRC è l’associazione italiana per la ricerca sul cancro: per questo motivo il post di oggi è dedicato ad una categoria di vegetali alla quale va attribuita un’eccezionale capacità protettiva nei confronti dei tumori. Stiamo parlando delle crucifere, famiglia botanica alla quale appartengono cavolo, cavolfiore, broccoli, rape, crescione, ravanello, senape e rucola.
Gli studi epidemiologici sull’alimentazione e il rischio di tumori dimostrano che chi consuma cinque o più porzioni la settimana di questi vegetali vede il proprio rischio di cancro alla vescica dimezzarsi, così come accade nel caso del cancro del seno. Studi favorevoli al consumo di crucifere riguardano anche il cancro del polmone, del colon-retto e della prostata.
Responsabili di questi effetti benefici sarebbero soprattutto delle molecole chiamate glucosinolati che, nel corso della masticazione si mescolano ad altre sostanze contenute all’interno di queste verdure e che insieme vanno a formare una potente molecola anticancro, il sulforafano. In sintesi, nel vegetale intero le sostanze benefiche sono allo stato latente e solo la masticazione provoca la loro attivazione e il loro rilascio.
L’azione antiossidante è potenziata dai flavonoidi, dal beta carotene e dalla vitamina C, di cui sono ricchi questi ortaggi, per cui il loro costante consumo aiuta anche a prevenire le malattie cardiovascolari, l’ipercolesterolemia e l’aterosclerosi. La presenza di quantità rilevanti di fitoestrogeni fornisce loro proprietà protettive verso lo sviluppo dei tumori ormono-dipendenti, come il tumore del seno e quello della prostata.
Le crucifere contengono molte altre sostanze benefiche, una su tutte lo zolfo, responsabile del loro caratteristico odore. In particolare, lo zolfo contenuto nei broccoli e nei cavoletti di Bruxelles ha proprietà particolarmente potenti: aumenta la velocità di detossificazione dell’organismo, accelera l’apoptosi (cioè la morte) delle cellule cancerogene ed è un battericida capace di interferire con lo sviluppo dell’Helicobacter pylori, batterio corresponsabile dell’ulcera e del cancro gastrico. Questi vegetali hanno quindi un posto da re nella famiglia delle crucifere.
Attenzione, però: la cottura tende a disperdere molte di queste qualità nutrizionali, quindi suggeriamo di consumare i cavoli e le altre crucifere al vapore o crudi (e freschissimi).

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2 Commenti

  • Rispondi Miss Raw 28 maggio 2014 at 12:10

    Buongiorno, e complimenti per il blog!
    Volevo chiedere, a proposito della cottura: se io consumo quelli surgelati, hanno comunque perso le loro proprietà benefiche?
    Grazie e un saluto cordiale!
    Cristina

  • Rispondi Dott.ssa Paola Richero 7 giugno 2014 at 22:52

    Buonasera Cristina, grazie per i complimenti. La surgelazione è il metodo di conservazione migliore, perchè i cibi vengono portati a temperature molto basse in tempi veloci… quindi le verdure surgelate sono un'ottima alternativa a quelle fresche! Cari saluti!

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