Qualche giorno fa ho mangiato una verdura di cui conoscevo l’esistenza, ma che non avevo mai assaggiato. Si tratta delle puntarelle (ovvero i germogli della cicoria catalogna), un piatto tipico della cucina romana dalle interessanti qualità nutrizionali.
Innanzitutto, come tutte le piante appartenenti alla famiglia delle catalogne, sono ricche di sali minerali e vitamine, in particolare, vitamina A, vitamina C, calcio, potassio e fosforo.
Hanno un’azione diuretica e un potere calorico piuttosto limitato. Se mangiate crude aiutano a ridurre l’assorbimento degli zuccheri. Sono adatte a chi soffre di stitichezza, in quanto esercitano un’azione lassativa. Le sostanze amare che contengono aiutano la digestione e contribuiscono a stimolare la circolazione sanguigna.
Per mantenere preservate le qualità nutrizionali delle puntarelle, è consigliabile consumarle crude, in pinzimonio o in insalata. Io le ho provate in due versioni: crude condite con olio, sale e aceto balsamico, e cotte, secondo una ricetta consigliatami dal fruttivendolo. Le ho preparate così: ho messo le puntarelle in una teglia da forno con 2 cucchiai di olio evo, un po’ di sale grosso e della cipolla dolce. Ho mescolato e messo la teglia in forno (200°) coperta con la carta stagnola. Dopo circa 30 minuti ho scoperto la pirofila e ho continuato la cottura per altri 30 minuti circa, fino a quando non sono risultate morbide alla forchetta. Le ho trovate molto buone. Ricordano un po’ il radicchio.
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