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Il pangasio? C’è di meglio ma…

24 luglio 2012
Il pangasio C'è di meglio ma
Abbiamo ricevuto una costruttiva critica di Giovanna in merito ad una nostra ricetta (merluzzo al pesto) nella quale proponevamo, come alternative al merluzzo, il nasello ed il pangasio. La questione è sorta proprio sull’uso del pangasio, un pesce che in Italia non gode di una buona fama. Molti consumatori sono convinti che si tratti di filetti di un pesce di qualità mediocre, allevato in Vietnam in acque inquinate situate nel delta del fiume Mekong. Il declassamento si deve soprattutto a notizie infondate e non giova certo alla sua causa l’abitudine di alcune pescherie di frodare i clienti vendendo filetti di pangasio come filetti di pesci più pregiati.
A scagionare il pangasio però c’è un recentissimo studio realizzato su 25 campioni di filetti di pangasio, acquistati in differenti supermercati di Roma, e sottoposti a esami nei laboratori dell’INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione). Questo studio conferma i risultati ottenuti nel 2008 dagli stessi ricercatori in un lavoro simile: presenza saltuaria e scarsissima di tracce di pesticidi, Pcb e mercurio, molto al di sotto dei limiti di legge. Conclusioni analoghe a quelle di un lavoro realizzato nel 2009 dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.Vale la pena anche di sottolineare ciò che emerge sfogliando i dati del Sistema di allerta alimentare europeo (RASFF): negli ultimi 14 mesi si registrano solo 19 partite di filetti di pangasio ritirato dal mercato (4 in Italia), a fronte di 800 notifiche che hanno interessato i prodotti della pesca.
E riguardo all’inquinamento? E’ vero: la maggior parte del pangasio arriva dal fiume Mekong, che nasce in Cina e attraversa diversi Paesi del Sud-Est asiatico dove è in atto una veloce industrializzazione. Ma siamo di fronte a pesci allevati in grandi impianti che esportano in diversi Paesi europei – spiega Elena Orban responsabile della ricerca dell’Inran – per questo motivo il prodotto risulta abbastanza standardizzato e controllato. Si tratta di filetti con un’elevata quantità di acqua, poco grasso e un sapore neutro gradito dai bambini, che in genere non amano i gusti forti.
E dal punto di vista nutrizionale? Il pangasio contiene pochi omega 3 rispetto ai filetti di trota, salmone, orate e spigole di allevamento e selvagge, alici, sardine e altri pesci (2,5-7% contro il 20-38%, misurato sul totale degli acidi grassi). Questo aspetto va considerato con attenzione, perché l’importanza del consumo di pesce è legata anche alla presenza degli omega 3. Ma va detto che il pangasio è classificato come pesce magro (1-3% grammi di grasso), e il contenuto alto di omega-3 è una prerogativa dei pesci grassi.
E’ vero che il pangasio contiene grassi saturi? Tra i suoi grassi prevalgono gli acidi grassi saturi, ma il contenuto di grassi totali è talmente basso che l’apporto di saturi dato dal pangasio risulta ininfluente rispetto, ad esempio, a quello dei formaggi.
Questa è la realtà del pangasio. Certo, per quanto riguarda gli aspetti nutrizionali, non siamo di fronte a un pesce pregiato da mettere in cima alla classifica. Ma si tratta comunque di filetti a buon mercato con le carte in regola. E in tempi di crisi ben venga anche un economico pangasio che magari ci permette di portare in tavola più spesso il pesce!

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