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Virtù delle lenticchie

1 gennaio 2013
Virtù delle lenticchie
BUON 2013 DALLE NUTRIZIONISTE IN CUCINA!!!
Molti di voi oggi mangeranno un bel piatto di lenticchie come augurio di prosperità per l’anno appena iniziato. Mi sembra quindi d’obbligo parlarvi delle virtù di questo importante legume, al quale spetta anche il primato di essere stato il primo ad essere sfruttato in ambito alimentare (è citato perfino nella Bibbia).
Dal punto di vista nutrizionale le lenticchie sono molto nutrienti ed energetiche: 100 grammi di prodotto apportano infatti 291 kcal. Sono costituite da circa il 51% di carboidrati, 23% di proteine, 14% di fibre, 1% di grassi e dal restante 11% di acqua.
Tra i componenti chimici di maggior rilievo, troviamo gli i
soflavoni (potenti antiossidanti) la vitamina B1 (utile per favorire la memoria e la concentrazione) e la vitamina B3 (importante per equilibrare il metabolismo energetico e ridurre i trigliceridi nel sangue)
Le lenticchie rappresentano una miniera in termini di proteine, fibre, ferro, magnesio e potassio: si stima che il loro contenuto in ferro sia di gran lunga superiore rispetto alla carne, malgrado l’assorbimento del ferro sia pressoché ridotto e le proteine di scarso valore biologico. Infatti, le proteine contenute nelle lenticchie (e nei legumi in genere) sono carenti di alcuni aminoacidi essenziali (cisteina e metionina): ne consegue un’inevitabile minor assimilazione di tutti gli aminoacidi. Per ovviare a questo inconveniente, è consigliabile associare le lenticchie a dei cereali (come vi spiegavamo QUI). Le lenticchie sono inoltre ricche di fibre e sono indicate per i diabetici perché hanno un basso indice glicemico.
Da ultimo, ma non per importanza, alle lenticchie sono attribuite proprietà galattofore: sono cioè indicate alle mamme che allattano perché sembrano stimolare la produzione di latte.
Per tutti i motivi sopracitati, il consumo di lenticchie non dovrebbe limitarsi solamente al Capodanno, ma dovrebbe estendersi fino a divenire una sana abitudine se non quotidiana almeno settimanale. E’ doveroso però ricordare che sono sconsigliate per i malati di gotta e di uremia, perché fonte di purine e che non dovrebbero mai essere consumate crude per la presenza di sostanze antidigestive, distrutte durante la cottura. 

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